Via del Babuino, lunga oltre mezzo chilometro, collega due delle più belle piazze di Roma: piazza di Spagna e piazza del Popolo. La via in origine era divisa in due tronconi e solo sotto papa Clemente VII, nel 1525, gli venne dato un aspetto unitario, prendendo il nome di via Clementina diventando via Paolina intorno al 1540, dopo i lavori realizzati da Paolo III. Il nome di via del Babuino le venne attribuito alla fine del Cinquecento quando Patrizio Grandi, un ricco commerciante, ottenne l’acqua per la sua abitazione e i suoi orti e come da tradizione costruì, a proprie spese, una fontana pubblica a ridosso della sua proprietà. Così venne istallata una vasca rettangolare di epoca romana, di granito grigio, alla cui sommità fu posta una statua di marmo con forma di sileno disteso. Il sileno, brutto e deforme, fu chiamato dai romani er babuino, perché paragonata proprio ad una scimmia; ribattezzata dunque la fontana e via del Babuino. Un ulteriore particolarità è che la fontana fa parte delle Statue Parlanti della città che a partire dal XIV e XV secolo diventano lo strumento per colpire con umorismo, affiggendo cartelli satirici, principalmente il Papa e le classi dominanti. Nel 1738 durante la ristrutturazione del palazzo, passato di proprietà ai principi Boncompagni-Ludovisi, la fontana viene spostata a sinistra inserendola in una incorniciatura con due delfini in travertino nella parte superiore. Ma nel 1877 venne completamente smontata: il Sileno fu posto nel cortile del Palazzo Cerasi, la vasca sostituisce quella dell’abbeveratoio di Via Flaminia davanti alla fontana di Giulio III, mentre la nicchia diventa una porta d’ingresso ancora oggi al civico 49A. Solo nel 1957 dopo una forte insistenza dei romani che vollero la ricollocazione della fontana, questa riadattando la sua vasca originaria venne collocata, nella attuale posizione presso la chiesa di S. Atanasio dei Greci.

via del babuino, 1 – Rione Campo Marzio

Translate »