Un luogo di indubbio fascino è il cimitero acattolico presente nel quartiere Testaccio, tra Porta S. Paolo e la Piramide Cestia, conosciuto anche come Cimitero degli Inglesi, Cimitero dei protestanti o Cimitero degli artisti e dei poeti. In realtà si tratta di un pezzo di terreno che fino alle metà dell’Ottocento faceva parte dell’Agro romano e fu destinato alla sepoltura degli stranieri, quelli che avevano una fede religiosa diversa da quella cattolica nonché ai suicidi. Il luogo è datato intorno al 1738 grazie alla tomba più antica, quella di un giovane inglese, Langton, morto per una caduta da cavallo. Ma è solo nel 1821 sotto papa Pio VII Chiaramonti che fu ufficializzata la presenza del cimitero, necessità dovuta alla presenza sempre più numerosa degli stranieri, soprattutto di artisti, musicisti e poeti, che vivevano a Roma e che quindi venivano sepolti nel cimitero. Così solo in quegli anni l’Autorità Pontificia decise di recintare il terreno a proprie spese e di abbattere i cipressi presso la Piramide; mentre la cosi detta parte antica, nel 1824, venne circondata da un fossato. Nel 1894, l’Ambasciata di Germania acquistò, anche per le altre colonie straniere, circa 4300 mq per ampliare il cimitero che fu allora suddiviso in tre zone. Oggi le tombe comuni sono suddivise per nazioni: Germania, Grecia, Svezia e Romania. Essendo un territorio piuttosto ristretto non è permesso seppellire gli italiani, ad eccezioni di italiani illustri che hanno dimostrato per la cultura alternativa o per le circostanze della vita di essere stati stranieri nella loro patria. Così qui troviamo le tombe di Antonio Gramsci e Dario Bellezza; mentre per gli stranieri si può visitare quella di Keats il cui nome è scritto nel marmo in acronimo verticale, consentendo così a ciascuna lettera di iniziare il capoverso di una linea di poesia, o ancora di Percy Shelley. Curiosità: Nel 2011 Alessandro Rubinetti, registra teatrale, ha pubblicato una guida romanzata del cimitero dal titolo Cimitero acattolico, con le illustrazioni Giulia Pasquinelli (Iacobelli Edizioni, 2011)

Via Caio Cestio, 6 – Rione Testaccio

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